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Rallentare in modo naturale il declino cognitivo

3 min

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Con l’avanzare dell’età, i cali di memoria e concentrazione tendono ad aumentare. La sensazione che si prova è di non ricordare molte cose: i nomi di qualcuno conosciuto recentemente, il pasto mangiato il giorno prima o il luogo in cui si è riposto un oggetto. Si tratta di piccole dimenticanze che possono però provocare disorientamento e malessere in chi le ha.

Il declino fisico del nostro corpo riguarda anche il cervello che, come tutti gli altri organi, ha una prima fase di maturazione e una seconda di invecchiamento. Il declino cognitivo inizia intorno ai 65 anni di età (in Italia circa 14 milioni di persone rientrano in questa fascia d’età). È causato da un rallentamento della trasmissione neuronale e da una maggiore difficoltà nel metabolizzare i nutrienti necessari al benessere cerebrale.

Con il passare del tempo la memoria a breve termine diventa meno efficace. Le nuove informazioni apprese non vengono immagazzinate nella memoria a lungo termine e si perdono. Si hanno allora difficoltà a fissare informazioni o eventi recenti.

La memoria a lungo termine, invece, è un archivio con tutte le conoscenze apprese nella vita. La capacità di rievocare informazioni immagazzinate nel passato o eventi vissuti da tempo rimane solitamente più efficiente anche in caso di decadimento cognitivo.

Cause del declino cognitivo

Il processo di invecchiamento può dipendere dal nostro corredo genetico, ma può essere influenzato anche da altri elementi, come lo stile di vita. Abuso di fumo, consumo eccessivo di alcool, stress eccessivo sono tutte possibili cause di un deterioramento cognitivo. Anche le malattie cardiache, l’obesità e l’ipertensione possono influire sulla salute delle cellule nervose.

Tra le altre cause, anche la vita sedentaria e l’isolamento sociale non aiutano il nostro cervello. Il bisogno di relazione è insito nell’uomo e la distanza sociale può provocare effetti psicologici negativi, tra cui cali di memoria, perdita di performance e di lucidità.

Come ritardare il decadimento cognitivo

Esistono dei rimedi molto utili per allenare il cervello e sottoporlo a nuovi stimoli. Nel corso della nostra vita possiamo eseguire degli esercizi, sia fisici che mentali, che potranno rallentare la velocità di invecchiamento generale e di deterioramento cognitivo senile. Esistono dei giochi di memoria per anziani pensati proprio per migliorare la memoria.

Leggere, studiare, giocare a carte, frequentare cinema e teatri, vivere relazioni sociali ed esperienze varie sono tutte attività in grado di stimolare il nostro cervello. Anche uno stile di vita sano e attivo contribuisce a ridurre la probabilità di invecchiamento cerebrale. L’attività fisica svolta in modo regolare può soltanto aiutare il nostro organismo.

L’alimentazione gioca un ruolo importantissimo per la salute delle cellule cerebrali. Si dovrebbero evitare cibi di origine industriale ricchi di coloranti e conservanti, alimenti ricchi di grassi e bevande zuccherate.

Ci sono alimenti molto utili contro il deterioramento cognitivo. Si tratta di cibi ricchi di vitamine e minerali e di omega 3 e omega 6:

  • Frutta
  • Pesce azzurro
  • Cereali integrali
  • Frutta secca e oli vegetali.

Per nutrire in maniera adeguata il cervello possono essere molto utili anche degli integratori per la memoria per anziani , a base di specifici nutrienti che migliorano la memoria.

Acumens Biosline è un integratore alimentare a base di Bacopa, Colina, Ashwagandha, Fosfatidilserina e Acido Fosfatidico. Si tratta di componenti naturali specifici per la mente ad azione sinergica e per favorire le performance cognitive.

La Bacopa è una pianta, solitamente contenuta nei migliori integratori per memoria e concentrazione, che rinforza gli impulsi nervosi del cervello e migliora la prontezza; la Colina migliora le connessioni neuronali favorendo la concentrazione. Infine contiene l’Ashwagandha, pianta conosciuta come ginseng indiano, riduce la stanchezza e lo stress mentale, e la Fosfatidilserina e l’Acido Fosfatidico potenziano la memoria e la capacità di apprendimento.

 

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