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Healty tips • 29 June 2022

Irritabilità e nervosismo: manifestazioni, cause e possibili rimedi

5 min

A cura di Luca Mazzucchelli, Psicologo Psicoterapeuta

Sorry, this entry is only available in Italian.

Espressioni come “oggi sono nervoso” o “mi sento irritabile” fanno parte del lessico della maggior parte di noi. Adolescenti, adulti o anziani, praticamente tutti abbiamo sperimentato almeno ogni tanto gli effetti di queste due condizioni.

Irritabilità e nervosismo sono termini che utilizziamo per fare riferimento ad uno stato percepito di tensione psicofisica di natura spiacevole, che ci porta a essere particolarmente reattivi ad eventi e stimoli normalmente ritenuti accettabili. In questo articolo andiamo ad esplorarne le manifestazioni, le cause che possono condurci a sperimentarli e, infine, alcune soluzioni utili per ridurli.

Le manifestazioni

I segnali tipici dell’irritabilità e del nervosismo si manifestano nel quadro sia fisico sia psichico della persona.

Dal punto di vista psichico possiamo notare una particolare sensibilità e reattività agli stimoli dell’ambiente, in risposta ai quali la persona può arrivare ad avere reazioni eccessive rispetto alla situazione che sta vivendo. A ciò possono affiancarsi un umore disforico, sensazioni di agitazione, irrequietezza, sconforto, frustrazione ed eventuale irascibilità.

Il quadro fisico è invece contraddistinto da un’attivazione del sistema neurovegetativo, caratterizzata da tensione muscolare, battito cardiaco accelerato, sudorazione e altri sintomi di natura somatica.

Le cause

Le cause alla base dell’irritabilità e del nervosismo sono molteplici. Possiamo riassumere le principali all’interno di 3 categorie. Vediamole di seguito.

  • Stile di vita non ottimale
    Una delle prime “cattive abitudini” responsabili della compromissione del nostro benessere nella vita quotidiana è un sonno quantitativamente e qualitativamente carente. Un sonno scarso o discontinuo – tra le altre cose – influenza negativamente i nostri stati d’animo, diminuisce le energie, la capacità di concentrazione e altera i normali livelli ormonali dell’organismo. Tutto ciò inevitabilmente ci rende più nervosi e irritabili.

Anche le persone abituate ad assumere zuccheri in eccesso sono facilmente soggette a irritabilità e generali alterazioni dell’umore a causa dei continui sbalzi della glicemia; lo stesso vale per il consumo eccessivo di caffeina che, stimolando l’attivazione del sistema simpatico, aumenta la frequenza cardiaca, provoca irrequietezza, agitazione e ansia, incrementando il livello di nervosismo e irritabilità.

  • Condizioni mediche, disturbi psicologici e tratti caratteriali
    Alcune condizioni mediche o ormonali possono contribuire a creare condizioni di nervosismo e irritabilità, come anche gli effetti collaterali di alcuni farmaci. Le patologie croniche in particolare, a causa della loro natura continuativa nella vita della persona, possono indurre sentimenti di frustrazione che possono rendere chi ne soffre nervoso e irritabile.

La ricerca mostra come queste due condizioni risultino associate anche ad alcuni disturbi psichici, tra i quali disturbi d’ansia e disturbi dell’umore. Ad esempio, l’irritabilità è presente nel quadro clinico del disturbo d’ansia generalizzato, uno stato di preoccupazione costante per molte situazioni della vita quotidiana che risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza rispetto alla probabilità o alle conseguenze degli eventi temuti.

Possiamo poi osservare l’irritabilità anche come sintomo del disturbo bipolare, un disturbo dell’umore caratterizzato da un’alternanza tra episodi depressivi (in cui la persona esperisce una forte tristezza, talvolta disperazione, mancanza di energia e disinteresse per le attività abituali) e, all’opposto, episodi ipomaniacali o maniacali (dove la persona sperimenta euforia, esaltazione e un’esagerata autostima fino talvolta a provare senso di onnipotenza).

Ancora, l’irritabilità è presente nel disturbo da disregolazione dell’umore dirompente, caratterizzato da ricorrenti scoppi di rabbia sproporzionati all’intensità degli stimoli che li hanno generati, oltre che un umore persistentemente irritabile. Infine, l’irritabilità come sintomo è anche presente all’interno della depressione. Benché si possa pensare che l’umore triste e deflesso sia – tra le altre manifestazioni tipiche – una condizione necessaria per indicare un quadro depressivo, in alcuni casi esso non è presente o non è avvertito dalla persona, che appunto sperimenta una condizione di significativa irritabilità.

Al netto di quanto visto finora, è bene ricordare che nervosismo e irritabilità possono essere una peculiarità riferita al carattere della persona. Le persone con carattere irritabile, ad esempio, hanno alti livelli di energia, appaiono tendenzialmente aggressive sul piano verbale, sono ipercritiche e hanno un’alta reattività a stimoli anche di minima entità.

  • Stress e carenza di magnesio
    Ovviamente, anche vivere momenti stressanti incrementa il nostro livello di nervosismo e irritabilità. Chi non ha mai sperimentato questi stati emotivi a fronte di periodi particolarmente frenetici o intensi, o in seguito a problemi di lavoro, sociali, familiari e personali?

Un ruolo particolarmente importante all’interno di questo meccanismo sembra essere giocato dal magnesio, un oligoelemento naturalmente presente nel nostro organismo che regola l’attività di più di 300 enzimi.

Le ricerche svolte a riguardo hanno riscontrato che il magnesio svolge una funzione importante nel regolare la nostra risposta allo stress, in quanto viene utilizzato dal nostro organismo per far fronte alle situazioni stressogene; inoltre, gli studi hanno identificato un basso livello di magnesio in soggetti che soffrono di stress psicologico o sintomi associati, tra cui nervosismo, irritabilità e stanchezza.

Tutto ciò ha portato a formulare l’ipotesi del circolo vizioso “magnesio-stress”: lo stress andrebbe a causare una diminuzione dei livelli di magnesio, portando ad una sua carenza nell’organismo e, a sua volta, la carenza di magnesio porterebbe ad aumentare la suscettibilità del corpo allo stress, in una dinamica che, se non viene interrotta, si autoalimenta.

Irritabilità e nervosismo: come affrontarli

Alla luce di quanto abbiamo visto fin qui, come possiamo gestire gli stati di irritabilità e nervosismo?

Il primo suggerimento che da psicologo e psicoterapeuta mi sento di dare è quello di prestare attenzione ai campanelli d’allarme: quando ci si rende conto che gli episodi di irritabilità e nervosismo arrivano a invalidare la vita della persona, è sicuramente opportuno rivolgersi ad un professionista della salute mentale. Queste condizioni infatti potrebbero essere le spie di un disturbo psicologico, o comunque generare conseguenze negative nella vita della persona e nella sua sfera relazionale.

Negli altri casi, per gestire più efficacemente stati occasionali o acuti di irritabilità e nervosismo, è possibile ricorrere a numerose soluzioni self help. Posto che lo stress sia una delle principali cause, un primo modo per provare a ridimensionarli è rappresentato dal contatto con la natura. È stato infatti dimostrato che trascorrere tempo all’aria aperta o fare attività immersi nel verde sono in grado di ridurre lo stress e regolare il nostro umore, rendendoci meno irritabili e nervosi. Anche esercizi di rilassamento e tecniche di mindfulness sono risultati utili nel ridurre i nostri livelli di irritabilità.

Altra cosa importante è lavorare sullo stile di vita. Innanzitutto occorre fare consumo moderato di alcune sostanze come la caffeina o gli zuccheri che, se in eccesso, abbiamo visto essere causa di queste condizioni. In secondo luogo è fondamentale preservare o migliorare la qualità e quantità del nostro sonno, introducendo buone abitudini quali svegliarsi sempre alla stessa ora, mantenere una durata del sonno costante e astenersi dal guardare la tv o il cellulare prima di addormentarsi.

Infine, come abbiamo accennato, è fondamentale prestare attenzione a eventuali carenze nutrizionali. A questo proposito particolarmente importante risulta essere il magnesio che, dati scientifici alla mano, abbiamo visto essere implicato nella gestione dello stress e, in situazioni di carenza, nelle manifestazioni ad esso associate. Ecco allora che un’integrazione di questo oligoelemento si rivela un’ottima abitudine in grado di ridurre gli stati di irritabilità e nervosismo, prevenire una loro escalation e preservare il nostro benessere.

L’autore

Luca Mazzucchelli è psicologo, psicoterapeuta e direttore della rivista Psicologia Contemporanea. Con una community nutrita e molto attiva sul web, è un punto di riferimento in tema di psicologia e crescita personale in Italia.

È docente di “Coaching emotivazionale” presso l’Università Sant’Anna di Pisa e consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore. È stato Vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, autore di best seller come “Fattore 1% – Piccole abitudini per Grandi risultati” e “L’era del cuore – Come trovare il coraggio per essere felici”.

Public speaker per importanti eventi nazionali, come il TEDx, mental coach della trasmissione X-Factor nel 2019, è fondatore di LMC S.r.l., prima media company psicologica in Italia che si occupa della creazione di contenuti psicologici.

Riferimenti bibliografici
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