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Il sonno insufficiente pregiudica gli sforzi dietetici per ridurre l’adiposità.

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La mancanza di sonno può modificare l’apporto e il dispendio energetico. È stato svolto uno studio randomizzato presso l’University of Chicago Sleep Research Laboratory per determinare se una limitazione del sonno attenui l’effetto di una dieta a ridotto contenuto calorico sull’adiposità in eccesso.

Sono stati coinvolti nello studio 10 pazienti adulti in sovrappeso non-fumatori (3 donne e 7 uomini).
La misura di esito primario era la perdita di adiposità e la massa corporea priva di grasso. Le misure secondarie erano rappresentate, invece, da variazioni nell’utilizzo del substrato, dispendio energetico, fame, e concentrazioni di ormoni metabolici nelle 24 ore.

La riduzione del sonno ha diminuito la percentuale di peso perso sotto forma di grasso del 55% (1.4 versus 0.6 kg con la possibilità di 8.5 versus 5.5 ore di sonno, rispettivamente) e ha aumentato la perdita di massa corporea priva di grasso del 60%.

Questo fatto è stato accompagnato da indicatori di un maggiore adattamento neuroendocrino alla restrizione calorica, aumento della fame, e uno spostamento di utilizzo del substrato verso l’ossidazione di una quantità minore di grassi.

In conclusione, la quantità di sonno contribuisce al mantenimento di una massa corporea priva di grasso durante un periodo di diminuito apporto energetico. La mancanza di sonno sufficiente può compromettere l’efficacia degli interventi dietetici per la perdita di peso e degli sforzi per la riduzione dei rischi metabolici connessi.
 

(fonte: Nedeltcheva AV et al, Ann Intern Med 2010; 153: 435-441 Endo2010 Neuro2010)

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