Aiutare la digestione
A favorire la digestione di quanto mangiamo sono alcune sostanze specifiche, gli enzimi, che vengono prodotti lungo il tratto digerente. Il loro compito è trasformare i cibi in nutrienti assimilabili, ma diversi fattori possono comprometterne l’efficacia rendendo così più lenta e difficile l’assimilazione dei nutrienti.
Può capitare a tutti di avvertire gonfiore, pesantezza o sonnolenza dopo aver mangiato. Spesso si pensa a cosa si è mangiato, ma altrettanto importante è come si mangia. La digestione, infatti, inizia già in bocca. La masticazione è il primo passaggio fondamentale: sminuzzare bene il cibo favorisce la miscelazione con la saliva, ricca di enzimi come l’amilasi, che avvia la digestione dei carboidrati. Mangiare in fretta o senza masticare a sufficienza significa sovraccaricare le fasi successive del processo digestivo.
Proseguendo lungo il tratto digerente, entrano in gioco altri enzimi: la proteasi scompone le proteine, la lipasi agisce sui grassi, la lattasi sul lattosio. Quando questo sistema funziona in modo efficiente, i nutrienti vengono assorbiti correttamente. Al contrario, una produzione enzimatica non ottimale, legata a età, stress o abitudini scorrette, può rallentare la digestione.
Le conseguenze sono gonfiore, flatulenza, pesantezza, spesso anche alitosi e sonnolenza che possono interferire anche con la produttività. In questi casi può essere utile ricorrere a un integratore specifico a base di enzimi digestivi, eventualmente associati a estratti vegetali come finocchio e genziana noti per la loro azione a sostegno del processo digestivo e utili per ritrovare una sensazione di leggerezza.
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