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Dal pompelmo, possibile integratore contro diabete

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Un gruppo di ricercatori, dell’Università ebraica di Gerusalemme e del Massachusetts General Hospital, ha studiato gli effetti della naringenina sugli epatociti. Il flavonoide, contenuto nel pompelmo, attiva una famiglia di recettori nucleari che a loro volta incrementano l’ossidazione degli acidi grassi e diminuiscono la produzione di acido biliare e colesterolo; inoltre aumenta la sensibilità all’insulina. Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Public Library of Science (PLoS) One, la naringenina imita l’azione di farmaci come il fenofibrato, un ipolipemizzante e il rosiglitazone, un ipoglicemizzante. Se i risultati sull’uomo confermeranno quelli pubblicati, la naringenina potrebbe diventare un supplemento alimentare per la cura dell’iperlipidemia, del diabete di tipo 2 e forse della sindrome metabolica. «Il potenziale d’uso di un supplemento presente in natura è interessante» sottolineano i ricercatori «visto che questo sottoprodotto del pompelmo non è tossico, è economico e ha proprietà antinfiammatorie dimostrate».

(fonte: Dal sito Farmacista 33)

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