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Resistenza batterica, le strategie migliori per contrastarla

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La resistenza antimicrobica (Amr) pone sfide significative, ma esistono strategie per ridurre gli effetti dei germi multiresistenti, secondo uno studio pubblicato su Jama (The Journal of the American Medical Association). Gli antibiotici hanno rivoluzionato la pratica della medicina, ma la resistenza antimicrobica rischia di ostacolare e addirittura invertire alcuni di questi progressi. «Negli Stati Uniti, gli organismi resistenti causano più di due milioni di infezioni e circa 23.000 morti l’anno. In Europa, la resistenza antimicrobica è responsabile di circa 25.000 decessi all’anno» dice Anthony Fauci del National Institutes of Health a Bethesda in Maryland, che assieme ai colleghi ha svolto uno studio di revisione per identificare i fattori associati alla resistenza antimicrobica e l’attuale epidemiologia degli organismi multiresistenti più importanti, nonché le possibili soluzioni.
«Di 217 articoli selezionati, 103 sono stati inseriti nella revisione» scrivono gli autori, sottolineando che l’aumento di resistenza antimicrobica dipende da un insieme eterogeneo di fattori, tra cui l’uso inappropriato di antibiotici nella pratica clinica e al di fuori del settore sanitario, oltre a caratteristiche genetiche intrinseche ai batteri. «Il problema è stato aggravato da incentivi economici inadeguati allo sviluppo farmaceutico di nuovi agenti antimicrobici» riprende Fauci. Secondo gli autori, dal momento che la resistenza batterica agli antibiotici è inevitabile, la risposta alla minaccia viene da strategie innovative per identificare e sviluppare nuovi farmaci, vaccini e altri interventi immunitari profilattici, mettendo a punto metodi di trattamento che prevedono un minore ricorso agli antibiotici noti per indurre resistenza antimicrobica. Per fare qualche esempio, i ricercatori ricordano i metodi di sintesi chimica di nuovi antibiotici, ma anche le tecnologie di diagnosi rapida da utilizzare negli ospedali per individuare tempestivamente la causa delle infezioni riducendo la prescrizione non necessaria di antibiotici, uno dei principali catalizzatori della resistenza. «Sforzi internazionali in questa direzione, supervisionati dall’Organizzazione mondiale della sanità, sono già in corso» afferma Fauci. E conclude: «Senza una risposta coordinata, l’era post-antibiotica presagita da tanti diventerebbe una possibilità concreta e alquanto minacciosa».

Fonte: Jama – Journal of he American Medical Association

 

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