{"id":104132,"date":"2021-01-26T11:36:23","date_gmt":"2021-01-26T09:36:23","guid":{"rendered":"https:\/\/biosline.it\/\/?p=104132"},"modified":"2021-01-26T12:09:19","modified_gmt":"2021-01-26T10:09:19","slug":"covid-19-da-vitamina-d-possibile-effetto-protettivo-sul-decorso-lo-studio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biosline.it\/en\/covid-19-da-vitamina-d-possibile-effetto-protettivo-sul-decorso-lo-studio-italiano\/","title":{"rendered":"Covid-19. Da vitamina D possibile effetto protettivo sul decorso. Lo studio italiano."},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.biosline.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104132\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><div style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\" class=\"sharethis-inline-share-buttons\" ><\/div><p>Fonte: Farmacista33 &#8211; <a href=\"https:\/\/www.dica33.it\/coronavirus\/37590\/covid-vitamina-possibile-effetto-protettivo-sul-decorso.asp\">Dica33<\/a><\/p>\n<p><em>Uno studio condotto dall&#8217;Universit\u00e0 di Padova mostra come la somministrazione di\u00a0<b>vitamina D<\/b> in soggetti con Covid-19 abbia potenziali effetti positivi.<\/em><\/p>\n<p>Diversi studi condotti a livello internazionale sul ruolo immunomodulatore della vitamina D, suggeriscono che possa svolgere una funzione protettiva verso agenti infettivi, e ora uno studio condotto dall&#8217;Universit\u00e0 di Padova mostra come la somministrazione di\u00a0<b>vitamina D<\/b>\u00a0in soggetti affetti da Covid-19 con comorbidit\u00e0 abbia potenziali effetti positivi sul decorso della\u00a0<b>malattia<\/b>. La ricerca\u00a0<i>Effectiveness of In-Hospital Cholecalciferol Use on ClinicalOutcomes in Comorbid COVID-19 Patients: A Hypothesis-GeneratingStudy<\/i>\u00a0\u00e8 stata pubblicata dalla rivista Nutrients.<\/p>\n<p><span id=\"-1\" class=\"internaTitoletto\"><strong>Obiettivo: prevenire decesso e terapia intensiva<\/strong><br \/>\n<\/span>A riportarne i risultati \u00e8 il professore Sandro Giannini, del Dipartimento di Medicina dell&#8217;Universit\u00e0 di Padova e primo firmatario dello studio in un&#8217;intervista riportata dalle agenzie stampa: \u00abLa nostra \u00e8 stata una ricerca retrospettiva condotta su 91 pazienti affetti da Covid-19, ospedalizzati durante la prima ondata pandemica nella Area Covid-19 della Clinica medica 3 dell&#8217;Azienda Ospedale-Universit\u00e0 di Padova. I pazienti inclusi nella nostra indagine, di et\u00e0 media 74 anni, erano stati trattati con le associazioni terapeutiche allora adoperate in questo contesto e, in 36 soggetti su 91 (39.6%), con una dose elevata di vitamina D per 2 giorni consecutivi. I rimanenti 55 soggetti (60.4%) non erano stati trattati con\u00a0<b>vitamina D<\/b>. La scelta del medico di trattare i pazienti era stata essenzialmente basata su alcune caratteristiche cliniche e di laboratorio: avere bassi livelli nel sangue di vitamina D al momento del ricovero; essere fumatori attivi; dimostrare elevati livelli di D-Dimero ematico (indicatore di maggiore aggressivit\u00e0 della malattia); presentare un grado rilevante di comorbidit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p><span id=\"-2\" class=\"internaTitoletto\"><strong>Benefici della integrazione della vitamina D<\/strong><br \/>\n<\/span>Obiettivo dello studio era, spiega ancora Giannini \u00abvalutare se la proporzione di pazienti che andavano incontro al trasferimento in Unit\u00e0 di Terapia Intensiva e\/o al decesso potesse essere condizionata dall&#8217;assunzione di vitamina D. Durante un periodo di follow-up di 14 giorni circa, 27 (29.7%) pazienti venivano trasferiti in Terapia Intensiva e 22 (24.2%) andavano incontro al decesso. Nel complesso, 43 pazienti (47.3%) andavano incontro a &#8220;Decesso o Trasferimento in Icu&#8221;. L&#8217;analisi statistica rivelava che il peso delle comorbidit\u00e0 (rappresentate dalla storia di malattie cardiovascolari, broncopneumopatia cronica ostruttiva, insufficienza renale cronica, malattia neoplastica non in remissione, diabete mellito, malattie ematologiche e malattie endocrine) modificava in modo ampiamente significativo l&#8217;effetto protettivo della vitamina D sull&#8217;obiettivo dello studio, in modo tale che maggiore era il numero delle comorbidit\u00e0 presenti, pi\u00f9 evidente era il beneficio indotto dalla vitamina D\u00bb. \u00abIn particolare &#8211; conclude Giannini -, nei soggetti che avevano assunto il colecalciferolo, il rischio di andare incontro a &#8220;Decesso\/Trasferimento in Icu&#8221; era ridotto di circa l&#8217;80% rispetto ai soggetti che non l&#8217;avevano assunto. Il nostro lavoro dimostra, quindi, il potenziale effetto benefico della somministrazione della vitamina D in quei pazienti affetti da Covid-19 che, come molto spesso accade, presentano rilevanti comorbidit\u00e0 e indica l&#8217;opportunit\u00e0 di condurre studi appropriati a conferma di questa ipotesi\u00bb.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano.Fonte: Farmacista33 &#8211; Dica33 Uno studio condotto dall&#8217;Universit\u00e0 di Padova mostra come la somministrazione di\u00a0vitamina D in soggetti con Covid-19 abbia potenziali effetti positivi. 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