Consigli per stare bene

Per mantenere la regolarità

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LE VACANZE, IL DIFFERENTE RITMO DI VITA, LA DIVERSA ALIMENTAZIONE E, SOPRATTUTTO, LA TENDENZA A BERE MENO ACQUA, SONO LE CAUSE PIÙ FREQUENTI DELLA STITICHEZZA.
Un disturbo che colpisce una persona su cinque e che compromette il benessere generale. Tutt’altro che innocua, infatti, la stipsi appesantisce l’organismo, condiziona e rallenta le normali attività, può accentuare la stanchezza, l’irritabilità, la mancanza di concentrazione ecc., senza contare il gonfiore addominale, i crampi e il mal di pancia. Se la si vuole combattere, la prima regola è bere molta acqua, almeno un litro e mezzo al giorno, perché favorisce l’evacuazione. Altrettanto importante è cambiare le abitudini alimentari e dare la preferenza ai cibi ricchi di fibre (verdura, frutta e pane, pasta e riso integrali), che stimolano i movimenti intestinali, mentre è bene evitare gli alimenti troppo elaborati o ricchi di grassi, come burro e panna, che rallentano l’attività intestinale. Per condire, meglio di tutto è sempre l’olio extravergine di oliva a crudo. Al bisogno si può ricorrere all’aiuto di alcune piante, che oltre a favorire il transito intestinale, svolgono un’azione emolliente e lenitiva sulla mucosa intestinale e ammorbidiscono le feci.

Un aiuto dagli Antrachinoni
Alcune piante sono ricche di Antrachinoni, sostanze che sono particolarmente utili per stimolare la peristalsi intestinale e quindi il transito delle feci. Fra queste ci sono la Senna, originaria della regione del Nilo, Frangula alnus, un piccolo albero che cresce anche in Europa, e Aloe. Non tutti gli Antrachinoni sono uguali però: quelli di Aloe, per esempio, possono causare più frequentemente crampi, mentre quelli di Senna e Frangula sono meno irritanti e si comportano in modo più delicato con l’intestino.

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