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Consigli per stare bene • 21 marzo 2022

Natura e benessere intestinale, ad ogni problema il suo rimedio

2 min
A cura di Laura Agnolucci – Research & Development

Le situazioni di transito intestinale rallentato non sono tutte uguali, così come è noto che diverse abitudini alimentari, stili di vita e uso di farmaci possono influenzare l’attività intestinale. Per questo personalizzare il consiglio per un corretto transito intestinale richiede la conoscenza dei rimedi a disposizione.

Facciamo un esempio: se una persona che guida una berlina ci dovesse chiedere indicazioni sulla strada da percorre per arrivare a destinazione, suggeriremo strade asfaltate e ben tenute, anche se i percorsi saranno più lunghi, per evitare che possa rovinare la macchina o peggio ancora impantanarsi in qualche via sterrata. Al contrario il nostro consiglio sarà diverso se guida un fuoristrada perché potrà permettersi di percorrere vie sterrate senza il rischio di rovinare la macchina e consentendo un percorso più rapido, anche se meno confortevole.

La stitichezza non è uguale per tutti

Ci possono essere problemi di alterata peristalsi, motilità rallentata associata alla IBS (Sindrome dell’Intestino Irritabile) o feci disidratate per scarso apporto di acqua con l’alimentazione. Inoltre, a seconda del tipo di disagio, si associano problematiche correlate quali: fastidio e gonfiore addominale, sensazione di incompleta evacuazione, sforzo evacuativo, ecc. Quindi la sfida che si presenta è quella di inquadrare il tipo di stipsi per individuare l’approccio più adatto.

L’apporto di acqua è indispensabile

Una regola che vale in tutti i casi è quella di aumentare l’introito di acqua giornaliero, per evitare la formazione indesiderata di “tappi” difficili da espellere e consentire di liberare l’intestino.

Se tuttavia, corrette abitudini alimentari e stile di vita non sono sufficienti a determinare un miglioramento della stipsi, si può ricorrere all’uso di rimedi che favoriscano il transito.

L’apporto di acqua è indispensabile

Ad ogni stitichezza il proprio rimedio

Per poter personalizzare al meglio il trattamento è bene conoscere le caratteristiche dei diversi rimedi:

1. Rimedi formanti massa: Fibre

L’aumento dell’assunzione di fibre, delle quali la nostra alimentazione è spesso carente, è certamente uno dei primi suggerimenti. Infatti le fibre solubili (ad es. Psillio, Pisello, etc.) assunte con abbondante acqua, aumentano il volume fecale e la frequenza del transito. Bisogna però fare attenzione perché, se assunte in eccesso in specifiche situazioni, possono essere poco sopportate peggiorando situazioni di gonfiore e flatulenza: questo spiega gli scarsi risultati nelle stipsi da rallentato transito per alterata motilità intestinale e quelle associate a IBS (sindrome dell’intestino irritabile o colon irritabile) o diverticoli.

2. Rimedi stimolanti: Senna e Frangula

Inducono la peristalsi, cioè i naturali movimenti di contrazione intestinale indispensabili per liberare l’intestino, stimolando direttamente le terminazioni nervose enteriche e inibendo il riassorbimento dell’acqua nel colon. I più usati sono la Senna e la Frangula, utili nelle situazioni acute di intestino pigro, per periodi d’utilizzo limitati nel tempo e quando non siano presenti feci in grande quantità, o “tappi” duri e secchi, perché in questi casi è bene prima ammorbidirle con rimedi osmotici, senza così irritare l’intestino.

3. Rimedi osmotici: sali concentrati di Magnesio, Sorbitolo, Mannitolo

Agiscono richiamando acqua nell’intestino e aumentano il contenuto liquido delle feci. Tra i più usati i sali concentrati di Magnesio, il Sorbitolo e il Mannitolo (polioli che non incidono sulla glicemia). È un’attività, quella osmotica, che si presta anche a un uso frequente o per periodi di tempo prolungati, come nei casi di stipsi cronica, per favorire la rieducazione dell’intestino a un corretto transito. Se associati a mucillagini di Malva ad effetto lenitivo e olio essenziale di Finocchio ad azione antifermentativa, riducono anche il disagio intestinale dato dal gonfiore per eccessiva fermentazione.

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